NOVANT'ANNI DI VITA DELL’ ALPINO ADAMO MODOLO

Modolo Adamo

E’ una serata d’ ottobre di questo 2013 quando con l’amico e alpino Armando Vecchiato facciamo visita al Cav. Adamo Modolo nella sua bellissima villa in Via Vanizza a Sarano di Santa Lucia di Piave. Adamo Modolo è uno dei nostri associati alpini più anziani essendo nato il 15 Novembre 1923 a San Vendemiano. Era ancora il età infantile quando la sua famiglia si stabilì a Sarano. E’ cresciuto con temperamento forte e volitivo e con delle spiccate doti intellettive ed una raffinata manualità che nel corso degli anni lo ha rilevato fine artigiano e poi leader industriale a livello internazionale. Il suo segreto è stata la continua voglia di apprendere e di perfezionare le proprie capacità. L’esperienza lavorativa più degna di nota negli anni giovanili è stata sicuramente presso la ditta dell’ allora signor Giovanni Zanotto, ove sviluppò le proprie doti di attrezzista meccanico. E proprio lì, quasi un segno del destino, contribuì in maniera determinante a realizzare una commessa per l’esercito italiano: 130.000 striglie per i muli. Quei quadrupedi che avrebbe ben conosciuto di lì a poco perché neppure diciannovenne venne arruolato a Tai di Cadore e poi mandato a Belluno al 7° Rgt. Alpini. La “naja” in quei momenti voleva dire guerra, egli è dunque un reduce seppur senza aver partecipato ad episodi eclatanti. Quando gli vennero assegnati compiti di presidio e di pattugliamento delle località periferiche del capoluogo bellunese, svolse il suo ruolo di caposquadra con solerzia e senza paura. Si dimostrò elemento garante di serietà ogniqualvolta i sui superiori gli affidarono mansioni e trasferte delicate. Il timore di essere inviati al fronte russo aleggiava minaccioso nelle menti dei militari italiani. Esso svanì de finitamente solamente in estate. L’8 Settembre 1943 con tutta la sua ambiguità, disorientò in un primo momento Adamo ed i suoi commilitoni, poi con il rompere le righe comandato dagli ufficiali, egli tornò a casa a piedi nonostante una gamba lesionata. Si nascose per qualche tempo per non essere chiamato nell’ esercito della RSI e attese con trepidazione la fine della guerra. Nel 1950 sposò la signorina Pierina Tonon e insieme ebbero 3 figli: Armando, Emanuela e Walter. Nel 1952 iniziò l’attività in proprio a Santa Lucia. Con l’aiuto della moglie e con il suo spirito indomito e ingegnoso, riuscì anno dopo anno a costruirsi una solida fama di artista della minuteria e della componentistica per biciclette nella grande tradizione del nostro territorio trevigiano. Nel 1963 volle costruire a Sarano, dove ha abitato nella maggior parte della sua vita, un nuovo stabilimento. Diede lavoro a tante persone ed il marchio “Freni Modolo” rappresenta tutt’ora un cult per chi ama e conosce il ciclismo. Iscritto da molti anni al Gruppo ANA di Santa Lucia, è stato nominato Cavaliere della Repubblica dal Presidente Francesco Cossiga. Nel 2005 ha ricevuto nella sala consigliare del Municipio di Santa Lucia di Piave l’attestato inviatogli dal Presidente ANA Corrado Perona, per aver offerto il proprio contributo nel triste periodo della 2° guerra mondiale. Ci sentiamo onorati di aver conosciuto un po’ più a fondo questo glorioso novantenne e gli auguriamo tantissimi anni di vita ulteriori.

Renzo Sossai