ATTILIO TONON

Attilio Tonon

Nei ranghi delle penne nere santalucesi, vi è un uomo di ottant’ anni ben portati, mite e sorridente, con baffetti e occhiali. E’ Attilio Tonon, classe 1922, artigliere.
Arruolato il 2 febbraio 1942, fu mandato ben presto in Montenegro, a Cettigne dove giunse l’ 8 settembre. Attilio viene arrestato a Skutari dei tedeschi. Da quel giorno per lui comincia un lunghissimo percorso da internato nei campi di lavoro: marce forzate con oltre quaranta chilometri al giorno, giacigli improvvisati, brodaglia e pane nero per alimento e pidocchi, tanti pidocchi.
La sveglia suona sempre alle 5 e non prima delle 21.30 c’è il ritorno. Il peso è solamente qualche chilo sopra i quaranta, ma il morale è ancora alto e le risposte ad ogni provocazione tedesca sono ben controllate. Durante il suo itinerario rimane quasi un anno in Jugoslavia, nei pressi di belgrado. Passa due mesi a trenta chilometri da Vienna in Austria e, con 15-20 giorni di marce, tocca la Cecoslovacchia. Di là giunge a sfiorare la Danimarca i in treno prosegue per la Polonia.
Il 22 febbraio 1945 nei pressi di Stettino, durante un bombardamento aereo al convoglio, viene ferito alla testa, alla spalla e alla schiena.
Fin dalla fine di Aprile 1945 è ricoverato in ospedale a Stittino e assalito da febbre che sale fino a 41.5 gradi, ma amorevoli persone lo curano e non disperato, neanche quando sembra più morto che vivo.
Viene liberato dagli americani il 1° maggio 1945 e rimpatriati il 1° settembre dello stesso anno.
E’ festa grande al suo ritorno. Per questa occasione il padre sacrifica il vitello più grosso.

Attilio Tonon

Attilio a Dx nei primi anni di vita del gruppo

Dal 1954 ad oggi ha partecipato ha 47 Adunate nazionali. Da quarantalli è consigliere del gruppo, da 33 ne è l’ alfiere. E’ orgoglioso di portare il gagliardetto in ogni opportuna occasione, non solo nelle grandi parate nazionali e trivenete, ma soprattutto nelle commemorazioni dei caduti in Guerra, o quando un alpini viene portato all’ ultima dimora. Per questa sua disponibilità a presenziare con il gagliardetto ad ogni cerimonia, ovunque e comunque, gli alfieri degli altri gruppi danno sempre risposta positiva alla nostra richiesta di interventi nel caso di particolari circostanze locali, pur abitando a volte in località distanti parecchi chilometri da S. Lucia di Piave.
Attilio è un esempio per tutti noi da imitare.
Da lui ognuno può attingere risposte importanti e ricevere nuovi stimoli per continuare il percorso nell’ alpinità.

Renzo Sossai, 2003


Nello scorso mese di settembre 2009 è salito al Paradiso di Cantore il carissimo Attilio Tonon, alpino del 7° rgt, classe 1922, reduce della campagna di Jugoslavia, internato dopo l’8 settembre 1943 e ferito gravemente da un bombardamento alleato in Polonia nell’aprile del 1945. Egli è stato una delle colonne su cui si è costruita la storia del Gruppo alpini di S. Lucia. Per più di 4 decenni ha fatto parte del Consiglio direttivo, per 35 anni ne è stato l’alfiere presente in tutte le cerimonie importanti e nei mesti saluti a quelle penne nere andate avanti. Almeno cinquanta adunate nazionali l’hanno visto presente con tutta la sua umanità, il suo sorriso ed il suo saper vivere temprato da pagine di vita così sofferte. Repentino è stato l’ultimo suo frangente di vita con la malattia che l’ha rapito. Il Gruppo alpini di S. Lucia si è stretto attorno ai famigliari , confortato dalla presenza dei gagliardetti e del vessillo della sezione scortato dal Presidente G. Battista Bozzoli.

Ad ATTILIO

Caro Attilio, hai portato
Sulle tue spalle forti
un pesante zaino affardellato,
con dentro i vent’anni da soldato,
la sofferenza
di ferito ed internato,
ma anche i sogni e le gioie
di una lunga vita,
innanzi a tutto
una bella famiglia unita,
l’amore per i frutti della terra
l’impegno a non dimenticare
chi non è tornato dalla guerra.
Sei stato
dignitoso custode del tricolore,
hai onorato per più di trent’anni
quelle penne nere
andate avanti.
Ai più giovani
hai lasciato quel sorriso
che non sarà dimenticato
ed i consigli e le parole pacate
che quando servivano
non sono mancate.
Fino all’ultimo
sei stato alpino,
il futuro non cancellerà
la tua persona,
nei nostri cuori sarai vicino
anche dal Paradiso di Cantore
ove ora hai scalato
l’ultimo gradino.
Ciao Attilio

Renzo Sossai, 26 settembre 2009

Attilio Tonon

 Attilio Tonon

Attilio durante l' innaugurazione della nuova sede intitolata ai Reduci