A Santa Lucia di Piave le penne nere festeggiano il mezzo secolo con una cerimonia imponente. Grande attenzione ai valori con la nuova sede dedicata ai reduci di guerra. La soddisfazione del capogruppo Claudio Bernardi.

Par poder àver, bisogna semenàr! mi diceva così, alcuni mesi fa, il segretario del Gruppo di S. Lucia Renzo Sossai, alle prese con l'organizzazione della festa del 50° e inaugurazione della nuova sede nel paese di Fra Claudio Granzotto. E sicuramente ha semina-to bene il Gruppo guidato da Claudio Bernardi se alla cerimonia del 27 aprile scorso c'erano rappresentanze di 8 Sezioni e di 63 Gruppi alpini a far da cornice ad un evento storico per S. Lucia di Piave.

Il segreto di tanta presenza? E' abbastanza semplice, almeno secondo il segretario, o meglio secondo il Vicepresidente sezionale Renzo Sossai. La presenza a tante manifestazioni lontane dal paese, ben fuori dai confini provinciali e regionali, con il gagliardetto del Gruppo e il Vessillo della Sezione di Conegliano, dà i suoi frutti. Perché ben sappiamo tutti quanto sia complicato spiegare alla moglie che anche questa domenica sarebbe da andare qua, piuttosto che là col cappello in testa! Ma se si tratta di ricambiare una presenza, allora non c'è nulla da spiegare: si va e basta. Così sono arrivati in tanti a Santa Lucia, da Milano, da Bergamo, Brescia, Como, Bassano, Pordenone e dal Bellunese, al seguito della "Cadore". Ma procediamo con ordine. Arrivo dalla zona industriale dell'Electrolux-Zanussi alle 9.15 convinto che un quarto d'ora prima dell'ammassamento sia più che sufficiente per lasciare la macchina non lontano dalla sede. Mi ero sbagliato perché via Foresto Est era già bloccata dalla Protezione Civile in quanto tutti i parcheggi erano esauriti. Allora lascio lì l'auto, mi incammino fiducioso e già sento le note della Fanfara Alpina di Bergamo riempire l'aria di note. La giornata è bellissima; il sole splendente: cosa vogliono di più gli alpini di S. Lucia? - mi chiedo. Mi viene allora in mente il disappunto di Renzo Sossai per le elezioni politiche anticipate che coincidevano proprio con la data individuata per l'inaugurazione della sede: domenica 13 aprile. Disappunto non tanto per il giorno 13 che porta bene, ma perché in quella data ci sarebbe stata la presenza del Presidente Nazionale Corrado Perona, invece si è dovuto rinviare tutto e fare a meno della massima carica degli alpini in congedo. Il tormentone Sossai mi torna alla mente nella tarda mattinata quando il Vicepresidente Nazionale Marco Valditara, chiamato a tenere l'allocuzione ufficiale, porta i saluti del Presidente Perona, impegnato in Sardegna alla cerimonia ufficiale per la nascita di un nuovo Gruppo. Allora mi dico: "a S. Lucia il Presidente Perona avrebbe dato lustro ad una manifestazione già grande; il suo posto è in Sardegna a seminare alpinità in una terra arida sotto questo punto di vista. Anche se un po' tutti, sotto naja, abbiamo avuto almeno un sardo tra i compagni di camerata". Ma cosa è andato a seminare il Presidente Perona in Sardegna lo ha spiegato bene il suo vice Valditara.

Nel suo intervento il Vicepresidente Nazionale ha individuato nei reduci i punti di riferimento, gli esempi da seguire per i valori che hanno ispirato la loro vita. "Non è retorica il senso del dovere – ha affermato il Vicepresidente Valditara – non è retorica il senso del sacrificio, non è retorica la libertà legata al rispetto delle regole, non è retorica il rispetto della memoria, non è retorica la Patria…". Il Vicepresidente Nazionale ha ricordato che gli alpini non hanno un colore politico, ma chiedono alla politica soltanto due cose: buona volontà e moralità. Poi ha affermato che laddove, come a S. Lucia c’è un presidio degli alpini (la nuova sede) c’è anche chi ricorda coi fatti l’esistenza di quei valori ed opera perché questi emergano. Ma dove eravamo arrivati? All’ammassamento, appunto. Dovendo scattare le foto per Fiamme Verdi io mi perdo la sfilata ma in compenso me la godo da spettatore privilegiato …in prima fila. Nino Geronazzo dà il via alla Fanfara Alpina di Bergamo e la cerimonia ha inizio. Passano i 50 tricolori a rappresentare il mezzo secolo del Gruppo di S. Lucia, passano le rappresentanze sezionali, quelle delle associazioni d’arma, poi una selva di gagliardetti dei Gruppi, la Protezione Civile, le autorità, gli alpini e tanta gente.

Nella piazza del municipio la cerimonia dell’alzabandiera e la deposizione di due corone d’alloro alle lapidi dedicate ai caduti. Arrivano gli applausi della gente convenuta, mentre alcuni cittadini stranieri, affacciati al balcone, guardano incuriositi la cerimonia. La voce del cerimoniere scandisce tutti i passaggi e il tricolore sventola alto nel cielo azzurro.

Il corteo riparte e quando arriva alla chiesa trova schierate le 50 bandiere tricolori ad accoglierlo. Il colpo d’occhio è di quelli gusti, la solennità anche. In una chiesa al gran completo, un giovane prete celebra una messa cantata emozionante, segnata dal canto struggente del "Signore delle Cime", per la verità guastato dal trillo del telefono cellulare del solito tordo.

Poi via, di nuovo in corteo verso la sede di via Foresto Est per la cerimonia di inaugurazione della sede. Numerosi gli interventi. Parlano il capogruppo Claudio Bernardi, il sindaco di S. Lucia Fiorenzo Fantinel, il sindaco di Conegliano Alberto Maniero, il presidente della Sezione ANA Giovanni Battista Bozzoli e il Vicepresidente Nazionale Marco Valditara.

Limitiamoci ad un breve resoconto degli interventi perché il bello di questa giornata di festa è stato il clima sereno e solenne nello stesso tempo che si poteva respirare nell’aria a pieni polmoni, più delle parole. Due o tre passaggi degli interventi ascoltati a Santa Lucia vanno però sottolineati, come quello del capogruppo Claudio Bernardi che, dopo aver rivolto il suo primo pensiero ai reduci di guerra, si è chiesto: "ma siamo degni dei nostri reduci?". Un atto di umiltà che è anche un impegno morale verso questi veci combattenti. Bernardi ha poi detto: "i nostri esempi sono gli alpini seduti qui davanti" – indicando il drappello di reduci convenuto. Il sindaco Fiorenzo Fantinel riprendendo l’intervento di Bernardi ha detto: "anche noi (amministratori) ci chiediamo se siamo degni di questa associazione di uomini orgogliosi di portare il cappello". Ma a S. Lucia, da tempo, gli amministratori hanno investito negli alpini, donando il terreno dove è sorta la nuova sede e avviando una collaborazione reciproca e fruttuosa. Il sindaco di Conegliano Alberto Maniero ha sottolineato l’impegno sociale e civile, la solidarietà verso chi sta peggio che caratterizza i Gruppi dell’ANA. Il Vicepresidente della Provincia di Treviso Floriano Zambon ha puntato invece sul 90° anniversario della fine della Grande Guerra e ha parlato del "partito del fare, che è quello degli alpini". Zambon ha concluso con un "Viva gli Alpini, Viva la Patria", che era un bel po’ che non si sentiva. Del Vicepresidente Nazionale Marco Valditara si è già detto, tocca quindi al nostro Presidente Sezionale Giovanni Battista Bozzoli, alla sua prima celebrazione ufficiale. Battista (lasciatemelo chiamare così), dopo i saluti ed i ringraziamenti di rito, ha presentato la forza: "La Sezione di Conegliano è sorta nel 1925, conta 5720 soci, i Gruppi sono 30 e quello di S. Lucia conta 297 iscritti". La bandiera tricolore donata dal Comune agli alpini di S. Lucia è stata issata sul pennone con la rituale solennità. Poi il taglio del nastro con la madrina Odilla Padovan ad affiancare il Vicepresidente Nazionale Marco Valditara e lo scoprimento di una targa che fissa per sempre la dedica della nuova sede ai reduci di guerra.

Inutile dire che, dopo il rinfresco in sede, c’è stato il rancio alpino …neanche a dire: ottimo ed abbondante.

Antonio Menegon

 

 

ALCUNE FOTO DELLA GIORNATA