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50°  PELLEGRINAGGIO ALL’ ADAMELLO

23-07-2013 è arrivato il momento tanto atteso per il pellegrinaggio tra i piu importanti e suggestivi del calendario ANA nazionale L’ ADAMELLO. Quest’ anno si e’ svolto nel versante Camuno e organizzato dalla sezione Vallecamonica in località Temu’.Una delle caratteristiche del pellegrinaggio nell’ Adamello e’ che viene dedicato a un’ alpino importante. Quest’ anno e’ stato dedicato a Gianni De Giuli, la sua vicenda ai vertici dell’ Ana e’ lunga 35 anni:quarantatreenne assume la responsabilita’ della sezione camusa per divenire in seguito consigliere e vicepresidente Nazionale .Un lungo periodo in cui ha contribuito a far crescere in Italia e ed all’ estero i 66 Gruppi e il pellegrinaggio in Adamello. Eredita’ questa che De Giuli aveva raccolto dall’ adamellino Sperandio Zani , ideatore nel 1963 dell’ ascesa dalla montagna della guerra bianca e facendone uno dei più importanti eventi del calendario nazionale dell’ ANA. In uno di quei pellegrinaggi aveva fatto incontrare gli ex nemici che proprio in Adamello si erano stretti la mano. Nel 1988 rese possibile la visita di Giovanni Paolo II. Nel 1997 l’ allora sindaco di Pontedilegno, lo chiamò a coordinare i primi lavori di restauro sul’ arco alpino di manufatti della Grande Guerra, De Giuli si impegnò ,con grande generosità a non far mai mancare la mano d’ opera per restituire la memoria di quei luoghi che trasudano di storia.
Sempre in compagnia degli amici di Cozzuolo ,della sezione di Vittorio V.to e quest’ anno con la presenza del gruppo di S. Vendemiano, siamo partiti giovedì 25 in tarda serata verso Ponte di Legno dove abbiamo trovato i dormitori preparati dai gruppi alpini Vallecamonica  per i pellegrini che nel susseguirsi delle giornate partiranno per le varie colonne, noi siamo sulla colonna 4 (34 pellegrini+1 guida+4S.A.+1 capocolonna). Il giorno seguente, venerdì ore 10:00 passo Tonale partenza con cabinovia fino a quota 2585 passo del Paradiso dove e’ iniziato il nostro cammino verso il sentiero dei Fiori. Il percorso attrezzato che, ad oggi, si snoda dal Passo Castellaccio a Passo Pisgana, ricalca la via di arroccamento che gli Alpini utilizzarono durante la prima Guerra Mondiale per collegare le postazioni installate in cresta. Il percorso è, nel tempo, in continuo sviluppo. Il nome "sentiero dei Fiori" non deve trarre in inganno in quanto si tratta di una via d'alta montagna sviluppata alla quota media di 3000mt da affrontare con adeguata attrezzatura e preparazione. Arrivati al passo del Castellaccio incontriamo la guida alpina che ci stava aspettando per confermare la percorribilità del sentiero che fino a pochi giorni prima era ostruito dalla neve, a questo punto ci mettiamo le imbracature da ferrata e vengono fatti i gruppi di cordata, poi si comincia il sentiero dei Fiori tra ponti sospesi nel vuoto e passaggi mozzafiato con scenari stupendi accompagnati dalla splendida giornata. Sembra impossibile che su questo paradiso circa un secolo fa’ ci fossero dei combattimenti con la morte di migliaia di persone.
Alle ore 16:30 circa arriviamo al rifugio Città di Trento “Mandron” dove prendiamo posto nei letti e ci rifocilliamo in attesa della cena. Sabato mattina ore 5:00 con  il chiaro di luna si parte verso il rifugio Garibaldi. Partiti dal rifugio  Mandrone si vedono sul ghiacciaio le luci della colonna che scendeva dal rifugio Lobbia Alta,dopo mezzora di cammino arrivati al ghiacciaio si formano le cordate e si comincia a salire direzione passo Venezia quota 3250 che raggiungeremo alle ore 9:45. Dopo aver ammirato il paesaggio ripartiamo verso passo del Veneroccolo e alle ore 11:15 arriviamo alla valle di Veneroccolo presso la chiesa dove verrà successivamente celebrata la S. Messa in commemorazione ai Caduti Dell’ Adamello.
Finita la messa zaino in spalla e si scende fino a Ponte di Legno nei dormitori,dopo una breve pausa decidiamo insieme agli amici di Cozzuolo di andare a visitare il museo della Guerra Bianca a Temu’ .Il museo ricco di reperti e di filmati e foto originali ci fanno capire come poteva svolgersi la vita di un alpino in guerra a quei tempi e una cosa che mi a colpito di più di quelle foto e’ la fierezza e l’orgoglio che si leggeva negli sguardi dei soldati.
Usciti dal museo ci dirigiamo verso il padiglione ristoro dove si consuma il rancio alpino, poi successivamente ci dirigiamo in paese a festeggiare con un susseguirsi di brindisi e canti fino a tarda notte.
La domenica ci rechiamo a Temu’ che imbandierato di tantissime bandiere tricolori si svolgerà la sfilata dei pellegrini e di chi e’ convenuto successivamente per celebrare la cerimonia conclusiva del 50° pellegrinaggio all’ ADAMELLO.
E cosi abbiamo concluso il nostro pellegrinaggio in Adamello rientrando nelle nostre case e raccontare ai nostri familiari le nostre esperienze e trasmettere lo spirito ALPINO.

 

Roberto Pellizzer

 

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